
L’infinita passione di Roiter /
Un libro che racconta per immagini la poetica di Fulvio Roiter, il passagio dal bianco e nero al colore, dalla campagna italiana ai panorami oltreoceano.
Da questa settimana è in libreria il volume Fulvio Roiter. Infinita passione.
Legato all’omonima mostra che si è tenuta alla Galleria Bel Vedere di Milano, dal 13 dicembre al 3 febbraio, il libro illustra in modo eloquente la poetica del fotografo e la sua evoluzione nel tempo.
Pagina dopo pagina, la forza silenziosa delle immagini racconta lo sguardo di un artista attento ai dettagli, capace di cogliere composizioni significative, abile nel costruire suggestivi contrasti cromatici e luminosi.
Il suo obiettivo si posa di volta in volta su particolari, come una conchiglia sulla sabbia, o su scene molto più ampie, come una veduta del Rio delle Amazzoni. Quello che accomuna i suoi scatti e contraddistingue il suo stile è l’eleganza delle immagini. Chi guarda le sue fotografie trova sempre lo spazio per assaoporarne i dettagli, per intuire un senso. Trova il tempo per un’osservazione attenta che non può esaurirsi in un’istante. Non c’è mai un elemento che grida attenzione, una luce che sovrasta o un colore che disturba. La luce del fotografo descrive forme che sanno dialogare tra loro e col lettore.
Negli scatti di Roiter l’elemento estetico non tralascia la componente narrativa. Il Netturbino al lavoro in piazza San Marco racconta un’azione e la arricchisce di sentimento in una rigorosa composizione di linee. Così come la luce che accarezza il bianco del velo e il nero della pelle in Isola di Paquetà suggerisce l’atmosfera di una situazione, evoca l’oggetto fuori campo che attira lo sguardo del bambino, in una scena valorizzata dallo sfuocamento del secondo piano.

Come scrive Italo Zannier in un breve testo del volume “Ciò che caratterizza da sempre la fotografia di Fulvio Roiter - ha prodotto un immenso affresco iconografico, che è e sarà fondamentale non solo per conoscere, ma per capire la vita di molti territori, a iniziare da quello veneziano - è la sua idea di Bello, se si vuole la sua Utopia de Bellezza, appassionatamente, fisiologicamente ricercata, quindi scoperta in ogni cosa, sia un paesaggio come un volto, un’azione, con la grazia civile di uno sguardo che ripulisce dalle impurità mediante un funzionale punto di vista, la prospettiva, la luce, tutto ciò che inquina e abbruttisce”.
Roiter è “pioniere del colore e profeta della Bellezza del Mondo, o perlomeno di quella bellezza nella quale ecologisticamente vorremmo vivere e che Roiter sa indicarci e comunque farci sognare, con l’accorato splendore della sua iconografia.”
Arianna Malacrida