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PITTURA SACRALITA’ E CARNE: un viaggio alla scoperta della bellezza /

PITTURA SACRALITA’ E CARNE nel Rinascimento e nel Barocco

Il corpo umano, la fede cristiana e l’arte: un rapporto controverso, di grande complessità, mai davvero risolto. Se da una parte è vero che la religione ha inizialmente guardato al corpo con sospetto, fino ad escluderlo - a differenza di quanto avveniva nella cultura classica – dalle rappresentazioni artistiche per negarne ogni possibile riferimento al carattere sessuale, dall’altra va considerato che già a partire dal Duecento perde la sua efficacia la dicotomia tra anima e corpo e quest’ultimo diventa segno vivente della grandezza del Creatore.

Il professor Giovanni Bonanno si è interrogato proprio su questo tema nel saggio “Pittura sacralità e carne nel Rinascimento e nel Barocco”, pubblicato da Electa: l’autore, in un affresco che percorre i secoli, delinea il percorso che ha portato alla nascita dell’arte moderna proprio attraverso la diversa concezione della corporeità dell’essere umano in relazione alla fede cristiana. Le tappe fondamentali del volume riguardano il Trecento e il primo Quattrocento, quando dalla trascendenza gli uomini passano alla quotidianità del reale, il Rinascimento, in cui si afferma l’antropocentrismo, la laicità dell’esistenza aldilà di ogni dogmatismo religioso, ed infine il Barocco, momento di massima esaltazione della carnalità dionisiaca, della passione e del sentimento.

Questo viaggio rivela al lettore il momento fondamentale che ha portato alla scoperta della soggettività nell’arte, elemento fondante della modernità, mostrandone anche gli illustri protagonisti, tra cui Cimabue e Giotto, Masaccio, Mantegna e Botticelli, Michelangelo, Raffaello, Tiziano, fino ad arrivare a Caravaggio.

Un lavoro prezioso, serio e meritevole, compiuto con profonda dedizione da Bonanno: Pittura sacralità e carne nel Rinascimento e nel Barocco è un saggio di grande valore, scritto con un linguaggio colto e appropriato, eppure accessibile a tutti, che rivela la grande capacità dell’autore di rendere la tematica trattata ancora più affascinante agli occhi del lettore. Oltre ad aver fornito un importante contributo scientifico, Bonanno ha però senza dubbio anche un altro merito, quello di aver trasferito sulla pagina scritta il senso più puro della bellezza concepita nei capolavori dei grandi artisti del Rinascimento e del Barocco, lasciandone intatto il mistero e, al contempo, motivando la stessa presenza di queste opere nell’arte attraverso la loro continua commistione con la storia della religione, delle società e del comune sentire dei popoli.

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01 febbraio 2010
(Marzia Apice)

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