Capolavori brevi / Luciano Baldessari, la Breda e la Fiera di Milano
- ANNO PUBBLICAZIONE /
- 2008
- PREZZO /
- 90,00 EURO
- AUTORE /
- Massimiliano Savorra
- STATO /
- In catalogo
- PAGINE TOTALI /
- 208
- ISBN /
- 978883706399
- LINGUA /
- Italiano
- COLLANA /
- Fuori Collana
- LEGATURA /
- cartonato con sovraccoperta
- FORMATO /
- 25 x 30
Allievo del pittore Fortunato Depero, Luciano Baldessari
(Rovereto 1896 - Milano 1982) nel 1919 è a Milano, dove
frequenta i corsi all'Accademia di Brera e al Politecnico.
Dopo un breve periodo trascorso a Berlino, al suo rientro
in Italia, progetta a Como la Mostra nazionale della seta
a villa Olmo.
Aperto lo studio a Milano nel 1928, con Gio
Ponti lavora per l'Esposizione internazionale di Barcellona
del 1929 e allo stabilimento Italcima di Milano, e avvia
una intensa attività professionale di architetto, intervallata
con quella di scenografo, designer e allestitore di mostre,
per una aggiornata committenza lombarda, in particolare
per Carlo De Angeli Frua. Il bar Craja, realizzato con Figini,
Pollini, Nizzoli e Melotti, e i padiglioni Vesta alla Fiera di
Milano e della Stampa alla Triennale risultano tra le opere
più interessanti del razionalismo italiano. In seguito, per
motivi politici, si trasferisce a New York. Rientrato in Italia, a
partire dal 1951, realizza per la Breda i padiglioni espositivi
alla Fiera internazionale di Milano.
Nel 1951, infatti, con
la nomina di Pietro Sette a commissario straordinario, la
Società Italiana Ernesto Breda per Costruzioni Meccaniche,
gravata da una profonda crisi, assiste a un risanamento
e a una completa riorganizzazione del gruppo. I padiglioni
della Fiera di Milano pertanto simboleggiano il rilancio
dell'azienda, che proprio in questi anni viene scorporata
dei nuclei produttivi più attivi affidati a singole società
aventi piena autonomia giuridica. Considerati dalla critica
e dalla storiografia esempi di "geometria barocca",
"manufatti aniconici, astratti, che cercano di catturare
l'attenzione del visitatore solo con la propria emergenza
formale", i padiglioni Breda, oltre a ridefinire la corporate
image dell'industria di Sesto San Giovanni, rappresentano
la manifestazione compiuta di un "teatro", di volta in volta
allestito da scenografie di "architettura plastico-formale",
dove l'architetto ha modo di mettere in atto la straordinaria
"tensione innovativa" della sua poesia costruttiva.
Orchestrando abilmente un team di architetti e ingegneri
(Grisotti, Gosso e Dal Monte), nonché di artisti (Fontana,
Milani, Rossi), invitati dallo stesso Baldessari alla buona
riuscita dei padiglioni, l'architetto compone opere
eccezionali che spiccano nel panorama delle costruzioni
effimere erette alla Fiera di Milano negli anni cinquanta.
Attraverso lo studio di iconografie e documenti per buona
parte inediti, il libro - nell'intrecciare la biografia artistica
dell'architetto con la storia della committenza - ricostruisce
l'affascinante vicenda dei padiglioni realizzati per la Breda
alla Fiera di Milano del secondo dopoguerra.