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IL RINASCIMENTO A ROMA. Centro propulsore dell’espressione artistica. /

Provare a immaginare lo spirito che permeava la Roma del ‘500 è oggi più facile grazie al lavoro, attento e appassionato, di Maria Grazia Bernardini e Marco Bussagli, curatori della mostra “Il Rinascimento a Roma. Nel segno di Michelangelo e Raffaello”, allestita presso il Museo Fondazione Roma (Palazzo Sciarra) e prorogata fino al 18 marzo 2012.

Ciò che subito colpisce l’occhio del visitatore è l’imponente mole di opere, circa 180, presentate nell’allestimento: dipinti, disegni, sculture, incisioni e medaglie compongono l’affascinante ed esaustivo affresco di un’epoca viva ed esaltante, caratterizzata non solo dal fermento artistico ma anche da intricate vicende politiche e religiose. Nucleo della mostra, le figure di due giganti della storia dell’arte del nostro paese, Michelangelo e Raffaello, emblemi di stili diversi, in dialogo tra loro ma più spesso in competizione.

Tra questi maestri, c’era Roma con la sua imponenza, elegante e sorniona, divenuta nel Rinascimento il centro propulsore dell’espressione artistica, unico luogo al mondo dove l’arte dei due poteva coniugarsi con la potenza di quella classica e generare altra arte, nuove influenze, commistioni e inediti sentieri da percorrere. Soprattutto, quelli furono decenni d’oro per tutta la folta schiera di giovani artisti (Perin del Vaga, Giulio Romano, Baldassarre Peruzzi, Giovanni da Udine, Rosso Fiorentino, Parmigianino, Sebastiano del Piombo), che giunsero nell’Urbe per studiare e affinare il proprio stile, in un continuo confronto con i due numi tutelari, anche dopo la loro morte.

A questo approfondito sguardo sulle dinamiche artistiche della Roma rinascimentale, la mostra aggiunge anche una attenta analisi degli aspetti architettonici e urbanistici dell’epoca, proprio per condurre per mano il visitatore attraverso anni irripetibili, in cui la pregnanza degli avvenimenti e delle suggestioni, sia dal punto di vista storico che artistico, assumeva nel quotidiano i tratti dell’eccezionalità. Il lungo percorso espositivo si snoda attraverso sette sezioni: si comincia con lo splendore di Roma durante il ventennio di Giulio II e Leone X, per proseguire con il rapporto tra lo spirito rinascimentale e l’arte antica, a proseguire con l’evento traumatico del Sacco di Roma del 1527 e la crisi religiosa che portò alla Riforma di Lutero; e poi ancora, l’analisi della “rinascita” durante il papato di Paolo III Farnese, con il definitivo conferimento a Michelangelo dell’incarico di realizzare il Giudizio Universale, e la grande impresa architettonica della Basilica di San Pietro, per concludersi infine con le sezioni dedicate alla Maniera a Roma a metà secolo – che mostrano come gli esempi di Michelangelo e Raffaello vennero assorbiti e poi rielaborati dagli allievi - e agli arredi di grande pregio utilizzati in quegli anni nella vita di tutti i giorni.

Degna di nota, poi, è l’innovativa ricostruzione virtuale in 3D della Loggia di Amore e Psiche della Farnesina nonché della volta della Cappella Sistina e del Giudizio michelangiolesco.

Sito ufficiale Fondazione Roma

Marzia Apice

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