L’incanto, la poesia delle cose - a Reggio Emilia /
Incanto
(Fotografia Europea – Reggio Emilia, 7/9 maggio 2010)
Mostre fino al 13 giugno
Il Festival di Fotografia Europea di Reggio Emilia arriva quest’anno alla sua quinta edizione. Tema portante delle mostre scelto per l’occasione è l’incanto “il senso, la direzione proprio, di uno sguardo ancora affascinato, meravigliato, positivo, uno sguardo proiettato in avanti, che sa vedere diversamente e altro in ciò che ha di fronte, che non si lascia trascinare indietro da eccessiva nostalgia, che d’altra parte non si blocca nell’analisi e nel rispecchiamento del presente, ma interroga in esso i segni della trasformazione e del cambiamento” (Elio Grazioli e Riccardo Panattoni).
La mostra si apre con un omaggio a Man Ray, proprio a voler sottolineare che il recupero di Dadaismo e Surrealismo aiuta a vedere la realtà con occhio diverso e da nuove prospettive.
L’incanto è inteso in senso biunivoco: sia come capacità da parte del fotografo di creare incanto, che come aspetto di ricezione e sensibilità da parte del pubblico che lo coglie nelle immagini. I fotografi che espongono in quest’edizione, seppur partendo da presupposti diversissimi, rispondono all’esigenza della fotografia di creare un universo immaginario, affettivo e metaforico: esigenza che si fa sempre più forte in relazione ad aspetti di crisi della società in cui viviamo che spingono a cercare l’evasione e il calore delle emozioni condivise.
Elio Grazioli e Riccardo Panattoni, curatori della mostra, nell’introduzione al volume scrivono “l’immagine fotografica è un potente mezzo […], perchè non restituisce soltanto l’esperienza di ciò che fissa, ma anche lo sguardo che vi si è posato, il pensiero che ha voluto restituirlo o si è voluto disperdere in quel semplice residuo di realtà”.
Partecipano all’esposizione fotografi come Ange Leccia, che interpreta particolarmente bene il senso della manifestazione, togliendo quasi tutto l’intento documentario dalle sue fotografie e sostituendolo invece con uno sguardo fortemente soggettivo e caratterizzato. Si prosegue con lo sguardo libero di Mark Borthwick, con quello surreale e perturbante di Alessandra Spanzani e tanti altri artisti come Alessandro Rizzi, Alessia Bernardini, Nicola Dusi, Ruggero Pierantoni, Francesco Morace, Richard Wenthworth.
28/05/2010
(Erica Bernardi)