Keep your seat: ma è solo una sedia? /
L’arte del design raccontata nel volume
“Keep your seat: stai al tuo posto”
Due anni fa la città di Torino ottenne le attenzioni di un pubblico internazionale grazie alla manifestazione Torino World Design Capital 2008, evento cui seguì Transmitting Architecture - XXIII UIA World Congress of Architecture. Oggi, a ideale continuazione del percorso intrapreso, la città inaugura la stagione espositiva alla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea - GAM - con l’esposizione Keep your Seat: Stai al tuo posto, visitabile dal 24 febbraio al 23 maggio.
La mostra ripercorre la storia del design eleggendo a protagonista la sedia, prodotto con cui si sono confrontate tutte le generazioni di designers che si sono succedute dalla seconda metà dell’Ottocento ad oggi.
Il testo curato da Danilo Eccher con Maria Cristina Didero accompagna l’esposizione affiancandole magistrali riflessioni sul concetto di design, materia di cui il volume presenta la storia, analizzandone l’importanza sociale ed il ruolo trainante nell’economia globale. I contributi scritti di Rocco Curto, Fulvio Ferrari e Alexander von Vegesack concorrono a formare un libro indispensabile per lo studente e appassionante per il collezionista, che ritroverà, sottoposti ad una rigorosa analisi critica, alcuni tra i pezzi assunti a simboli della produzione industriale di serie.
Il testo indaga le sperimentazioni dei designers più creativi, passando dai volumi dolcemente modellati della No. 51 di August Thonet (1883-1885) alla fantasiosa vivacità della Poltrona di Proust di Alessandro Mendini (1978), dalla tensione espressiva sprigionata dalla Red and Blue di Gerrit T. Rietveld (1918) fino alla visionaria Panna Chair di Tokujin Yoshioka (2007), un prodotto in cui la spontaneità della creazione artistica si sposa perfettamente con i rigorosi principi dell’esecuzione.
Il volume instaura un dialogo con gli oggetti in mostra, rimanendo a testimonianza della stessa e proponendosi come fonte di ispirazione per i futuri designers e lettori.
15/04/2010
(Alberto Bonacina)