La dolce vita raccontata da Marina Cicogna /
MARINA CICOGNA SCRITTI e SCATTI
80 fotografie
Roma, Accademia di Francia a Roma Villa Medici
Viale Trinità dei Monti, 1
Dal 20 ottobre 2009 la seconda edizione del catalogo in libreria
Villa Medici presenta una personale dedicata a Marina Cicogna, fotografa che con i suoi scatti ha raccontato i volti simbolo di un’epoca.
I lavori esposti sono molti e sala dopo sala ripercorrono gli straordinari anni Cinquanta e Sessanta: ogni scatto, rigorosamente in bianco e nero, una testimonianza di un periodo in cui la ricchezza ed il successo erano vissuti con estrema eleganza.
La fotografia della Cicogna vuole da da un parte essere un tributo a quel periodo e al modo di vivecre di quegli anni, ma nello stesso tempo ritrarne la fragilità e la malinconia che ne mostrano il lato più triste.
La prima sala è una passeggiata attraverso la figure più celebri del cinema e dello spettacolo, da Maria Callas a Audrey Hepburn, grandi donne che qui mostrano tutta la leggerezza e la gioia della popolarità. Ma ci sono anche scatti più impegnativi, come quelli fatti all’attrice italiana Silvana Mangano, che hanno fissato per sempre nell’obiettivo quell’indimenticato sguardo triste.
La foto di maggiore impatto forse quella scattata a un Giovannino Agnelli ancora adolescente: come sottolineano le toccanti parole scritte dalla stessa artista, nonostante Giovannino fosse ancora molto giovane, nell’età della spensieratezza, già nel suo sguardo si coglie un sottile velo di tristezza che sembra presagire il tragico epilogo della sua breve vita, terminata a soli trentatre anni.
Molto bella ancora la parete che rende omaggio ad alcune tra le coppie più celebri della vita mondana, come i principi del Belgio fotografati insieme bellissimi, giovani e sorridenti.
Anche la seconda sala non manca di personaggi illustri che hanno colorito gli anni Sessanta di stile e raffinatezza, come Pier Paolo Pasolini affiancato dal suo amico ed aiuto Bernardo Bertolucci, che conversano seduti in un campo in abiti distinti.
Una caratteristica di questa esposizione che ogni fotografia raccontata dai versi che la Cicogna ha voluto personalmente scrivere di sua mano come commento ai soggetti, molti dei quali sono stati uoi grandi amici ed hanno avuto il piacere di posare per lei. Solo in alcuni episodi dell’ultima sala, la terza, ci sono lavori in cui mancano queste didascalie, ma non per questo essi non raccontano una storia, un instante di una piccola parte di mondo che l’artista ha esplorato.
I commenti ed il sottofondo musicale che scorre ininterrotto fra la mostra sembrano narrare un racconto, quello di un’epoca che stata innovativa e allo stesso tempo nostalgica, leggera ma alle volte permeata di inquietudine. Nonostante la scelta di scatti in bianco e nero Marina Cicogna è riuscita comunque a descrivere i mille colori di uno splendido momento della storia moderna.
08/06/2009
(Lea Ficca)