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A Napoli rinasce la Pittura Pompeiana /

Pittura pompeiana
Napoli, Museo Archeologico Nazionale
Apertura 30 aprile 2009

I celebri affreschi di Pompei, emersi dalle città vesuviane distrutte dall’eruzione del 79 d.C. e recuperati a partire dal XVIII secolo, potranno finalmente essere di nuovo ammirati dal grande pubblico.

Dal 30 aprile, infatti, dopo i lunghi lavori di restauro e di riallestimento delle sale, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli metterà a disposizione circa 400 opere di valore inestimabile, che, oltre a costituire un’eccezionale testimonianza della pittura di età romana, documentano la classificazione degli stili su cui la decorazione parietale antica era basata.

Le curatrici della mostra Mariarosaria Borriello e Valeria Sampaolo hanno ritenuto opportuno presentare le opere seguendo un criterio cronologico (dalla prima sala dedicata alla tecnica, si procede con la sala dedicata alla scoperta della pittura e all’influenza che essa ebbe sul gusto neoclassico, fino ad arrivare alla presentazione dei vari stili, dal II al IV stile, per terminare poi con le nature morte, i ritratti e i paesaggi che concludono la mostra) con l’obiettivo di permettere al visitatore di seguire nel migliore dei modi questo interessante viaggio nel mondo greco-romano.

Un susseguirsi di gioielli dell’antichità - dalle pitture a incrostazione alle splendide case di Boscoreale, di Meleagro, dei Dioscuri - che rappresentano dunque non soltanto un esempio di grandezza stilistica e formale, ma anche strumenti in grado di raccontare efficacemente i miti, la vita sociale e politica, i riti legati alla sacralità religiosa, proprio per poter creare un legame ancora più forte tra l’epoca attuale e il nostro passato. Senza contare che i recenti studi sui nuovi, più particolareggiati dettagli delle opere emersi dal recente restauro hanno permesso alle curatrici di confermare o rivedere le correnti interpretazioni iconografiche per un approccio scientifico più attuale e rigoroso.

Infine un’anticipazione: dal settembre 2009 anche la Collezione Farnese (la più grande raccolta di statue antiche al mondo) diverrà parte integrante del Museo Archeologico, per consentire uno sguardo ancora più completo sul mondo lontano dei nostri avi.

28/04/2009
Marzia Apice

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