
Il design di von Vegesack /
La Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli ha inaugurato la mostra sulla collezione di Alexander von Vegesack. Una vita avventurosa alla ricerca di oggetti di design.
“Nella mia attività di collezionista non guardo tanto al valore intrinseco degli oggetti, quanto piuttosto al loro significato in rapporto a un intero intreccio di interessi che hanno tutti a che vedere con il processo creativo. Se non si tiene conto di questi interessi non si può comprendere la collezione, e questa mostra non avrebbe alcun senso.”
Alexander von Vegesack
Collezionare può essere una passione. Per von Vegesack è diventata anche una professione. La Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli presenta la mostra Scoprire il design. La collezione von Vegesack, in cui più di 300 oggetti abitano gli spazi progettati da Renzo Piano, inserendosi come evento importante nel calendario di Torino World Design Capital 2008.
Il percorso è come un viaggio nell’avventurosa vita del collezionista, segnata dall’instancabile ricerca di oggetti. Ad ogni passo ci si sofferma su un pezzo diverso, cercando di immaginare a quale episodio sia stato legato. Forma e funzione si rincorrono, evocando l’evoluzione di una vita insolita e affascinante, in un allestimento che segue un approccio estetico più che didascalico.
L’esposizione offre anche uno spaccato del design del XX secolo. Si ritrovano prototipi e modellini, accanto a pezzi unici e prodotti seriali. Alcuni oggetti in mostra sono celebri icone del design, come la sedia di Rietveld o i mobili sinuosi di Aalto. Il fondatore e direttore del Vitra Design Museum ha dato vita ad una raccolta ricca e unica, in cui le opere raccontano lo spirito innovativo del loro tempo e il raffinato gusto del collezionista.
Molti libri e riviste accompagnano gli oggetti nel percorso espositivo: volumi significativi non solo per il loro contenuto ma anche per la grafica, per il formato, per il tipo di carta. Testi che parlano di progettazione e che sono a loro volta frutto della stessa ricerca estetico-funzionale.

Anche i mobili più conosciuti assumono un aspetto diverso nel contesto della collezione. Ogni oggetto è carico di un valore affettivo, che lo stesso von Vegesack descrive come una passione che scaturisce da una sorta di “innamoramento”, un impulso suscitato dall’oggetto in modo inspiegabile. Alcune didascalie riflettono questo sentimento: “Lo schienale e i braccioli minimalisti, appena accennati, le linee fluide della struttura in alluminio e lo splendore metallico del cuscino fanno di questo oggetto, che ho scovato a un’asta a New York, un mobile estremamente insolito.” “È stupefacente il modo in cui qui la luce è accompagnata sulle curve apparentemente senza perdere nulla della sua intensità – quasi precorrendo gli odierni cavi in fibra ottica.”
Mathias Schwartz-Clauss, curatore della mostra, ha definito “esistenziale” il collezionismo di von Vegesack: una vita dedicata alla ricerca ed una professione impostata sulla passione per il design. Di conseguenza, i criteri di selezione per il Vitra Design Museum e per la collezione privata si intersecano e differenziano tra una ricerca orientata al disegno industriale e un’inclinazione per prodotti che riflettono un gusto più personale.
Lampade, tavolini, sedie, divani, chaise longue, altoparlanti, servizi da tavola, mensole: come dice von Vegesack di fronte ai mobili “non esistono barriere psicologiche poiché ognuno di noi è abbastanza competente da giudicare ciò con cui tratta ogni giorno”. A questo proposito, la mostra ha saputo creare uno spazio comune per prodotti che nella dimensione pubblica hanno fatto la storia del design e in quella privata sono stati la storia di un uomo.
A.M.